Al cinema dove lavoro sto proiettando un film australiano del 2005, "Look both ways". L'idea era di parlarne qui nel blog, la sezione Aussie movies manca di aggiornamenti da parecchio tempo. Purtroppo però questa pellicola mi ha soddisfatto proprio poco, per ora sono riuscito a vederne solo metà: è un po' troppo scialbo, lento nello svolgersi e non molto ben recitato.
C'è però un piccolo elemento che ha catturato la mia curiosità, rispondendo, in piccola parte, ad un quesito che mi sono posto più volte. Ad un certo punto uno dei personaggi del film si guarda intorno nella propria camera e l'inquadratura va proprio su una cartina appesa sulla parete, un planisfero che risulterebbe comune se non fosse per un piccolo dettaglio: l'Australia e più in generale l'area pacifica sta nel centro e tutto il resto di lato, Europa a sinistra e America sulla destra.
La domanda che mi sono posto più volte senza aver risposte (forse anche perché non le ho mai cercate, in effetti...) è se nei diversi continenti il planisfero ha sempre l'Europa al centro oppure no. In realtà nemmeno ora ho trovato una risposta chiara a questo quesito, ho giusto capito che ci sono tre varianti principali che vedono al centro l'Europa, l'America oppure l'area pacifica.
Ecco qui di seguito i tre esempi:

Credo inoltre che il planisfero per noi comune, quello eurocentrico, sia in realtà molto più diffuso degli altri, non credo quindi che sia usato solo qui in Europa. Il film australiano però dimostra che le varianti sono utilizzate e in effetti per un abitante dell'Australia non ha molto senso studiare i dintorni della propria isola su una cartina che la relega all'estremità... Allo stesso tempo le due varianti meno conosciute tagliano qualche continente a metà, o l'Europa o l'America, secondo me creando un effetto fastidioso e molto scomodo. Avere l'Europa al centro è molto più sensato per organizzare gli spazi in maniera coerente e senza tagliare nessuna terra emersa.
Divertente infine consultare la cartina seguente, praticamente un planisfero sottosopra: trovo che pruduca un effetto quasi fastidioso agli occhi per il fatto di ribaltare una convenzione per noi tanto comune!Se dopo le varie analisi e riflessioni rimango dell'idea che il planisfero eurocentrico e "per il verso giusto" sia il più sensato, trovo che sia bello aver rimesso un po' in discussione delle convenzioni che sono appunto tali e che troppo spesso si danno per scontate.
21 giugno 2009
Aussie centric map
06 maggio 2009
Avviso!
Un piccolo post per informarvi che da poche ore è nato un fratellino di questo blog, nicche's wormhole! Spiegazioni sul perché e il percome le troverete nel primo post. Questo blog australiano NON verrà abbandonato, almeno per ora, quindi anche qui ci saranno aggiornamenti, spero tra non molto vista l'assenza prolungata!
31 marzo 2009
V8 Supercars!
Torna l'angolino del motorista con una succulenta notizia...che non interesserà probabilmente a nessuno al di là del sottoscritto, ma mi piace riportarla. Da due settimane è iniziato il campionato australiano turismo, ne avevo parlato mesi fa in questo post. Purtroppo è sempre difficile avere la possibilità di vedere le gare che non siano di qualche massima formula, figurarsi quelle nell'altro emisfero. E' anche vero che a casa mia non ho collegamenti satellitari con canali sportivi, forse qualcuno su Nuvolari o canali simili ne parla. In ogni caso ho fatto una bella scoperta, cioè ho trovato le prime due gare interamente postate in YouTube! Tra l'altro essendo possibile vederle anche in High Definition (una recente introduzione del sito), le si possono godere anche in buona qualità, direi.
La prima gara, la Clipsal 500, si è disputata su due manche da 78 giri sullo storico circuito cittadino di Adelaide, quello dove ha corso anche la Formula 1 fino a fine '900. Anche il secondo evento è collegato alla Formula 1: le tre manche da 15 giri erano un contorno del primo Gran Premio di Formula 1 disputato sul circuito Alber Park a Melbourne.
Ecco i link:
Clipsal 500
Gara 1
Gara 2
Albert Park
Gara 1
Gara 2
Gara 3
29 marzo 2009
Where the wild things are
Il nome del post viene da un libro per bambini pubblicato nel 1963 dall'autore Maurice Sendak, un libro illustrato con solo una decina di righe come testo, ma che è entrato tra i classici della letteratura americana illustrata per bambini. Io non ne sapevo nulla fino a ieri, quando su IMDb ho visto un link alle nuove foto pubblicate tratte dal film in lavorazione.
Il film, dallo stesso nome, è diretto da Spike Jonze (tra i suoi film più conosciuti c'è il bellissimo Being John Malkovich) ed è co-sceneggiato dallo scrittore Dave Eggers: direi che con queste premesse ci si può aspettare grandi cose! Il film è attualmente in post-produzione, la data di uscita per ora è fissata per l'autunno di quest'anno. Potete vedere il trailer ufficiale qui.
A me ha subito conquistato, ho sempre avuto un debole per i pupazzoni dai tempi dei Muppets (ah, Sendak in passato ha collaborato con Jim Henson per Sesame Street), tra i miei idoli c'è Ludo di Labyrinth...insomma, un film così non poteva non catturare la mia attenzione! Avrei visto bene anche Michel Gondry alla regia, ma mi "accontento" di Jonze.
Comunque, nel libro di Sendak il giovane Max viaggia verso un mondo fantastico, un luogo dove vivono le creature selvagge. Per realizzare il film quindi quale location utilizzare se non la selvaggia Australia? Il film infatti è stato girato nello stato di Victoria, tra gli studi di Melbourne e le desolazioni dell'entroterra più o meno desertico. In queste zone sono stati girati diversi film, il più famoso è sicuramente Mad Max, filmato a Broken Hill e dintorni.
Di seguito qualche screenshot del film, peccato dover aspettare così tanto prima di vederlo!

19 febbraio 2009
A380 experience
Al di là della passione che nutro per i velivoli, penso che questo filmato sia interessante anche per chi non è particolarmente attratto dal volo. E' impressionante la struttura e la funzionalità di quest'enorme hangar, la grandezza dei suo spazi e le sue proporzioni rispetto all'uomo, che come suggerisce Caterina, sembra una piccola formichina lavoratrice al confronto del bestione che sta piano piano prendendo forma. Mi ha davvero colpito, se non si fosse capito...
Qual'è il collegamento con l'Australia, direte voi? Beh, è labile, ma c'è, perché continuando a passare da un video correlato all'altro ho trovato questo filmato che mostra la cerimonia di consegna del primo A380 alla compagnia di bandiera australiana Qantas. Anche qui, il filmato mi ha stupito perché non si tratta di un sempice passaggio di consegne, ma di un vero e proprio evento con tanto di proiezione di filmati sull'enorme fusoliera dell'aereo. L'idea mi pare veramente bella e originale, certe sequenze sono splendide.
A questo indirizzo invece si può vedere la colorazione del primo velivolo destinato alla Qantas, in un fast-forward simile al precedente. Non capisco come mai, con tutte le tecnologie di cui sono a disposizione, si sia stampata la bandiera australiana al contrario, almeno dal lato utilizzato per la proiezione di cui sopra... E c'è pure lo spot TV!Ok, prometto che il prossimo post non sarà a tema aeronautico!
16 febbraio 2009
The Kangaroo Route
In quest'era globalizzata, un viaggio aereo verso l'Australia viene visto come un lungo viaggio impegnativo: non ricordo di preciso la durata, qui Sergio può sicuramente essere più preciso, comunque direi che tra ore in volo e ore in attesa al momento dell'obbligato scalo, passeranno almeno venti ore, forse un giorno intero se non si trova uno scambio favorevole. Insomma, un'eternità se paragonata all'ora scarsa o abbondante per raggiungere rispettivamente Parigi o Londra dal nord Italia.
Ma ovviamente le cose non sono sempre state così, un viaggio verso gli antipodi era sicuramente ben più impegnativo anche solo cinquant'anni fa, sia economicamente, sia fisicamente e anche come dispendio di tempo. Il libro di Bryson ha risvegliato il mio interesse riguardo i primi voli che hanno collegato l'Australia al Vecchio continente, avvenuti nel 1947 grazie all'introduzione, da parte della compagnia di bandiera Qantas, dei nuovi Lockheed Constellation. In precedenza era necessario spostarsi via mare, con una crociera che negli anni '50 era di circa cinque settimane, oppure con voli locali di diverse compagnie aeree, da città a città. Invece ora si poteva raggiungere Sydney, partendo da Londra, in soli tre giorni, facendo però frequenti scali in almeno sei città differenti. Proprio per questo motivo, questa rotta venne chiamata Kangaroo Route. Il libro avanza l'ipotesi che forse un'altra affinità veniva dal fatto che questi aerei non potevano volare a grandi altezze e che quindi erano sempre sottoposti a forti turbolenze...
Trovo affascinante l'idea di poter viaggiare in aereo toccando però diverse città, quasi si fosse in crociera. Il Lockheed Constellation (chiamato affettuosamente Connie) era un quadrimotore ad elica molto elegante, desiderato e parzialmente progettato da Howard Hughes, capace di coprire distanze fino ad allora inarrivabili di più di cinquemila chilometri. Questo ha quindi permesso di instaurare una rotta fissa tra l'Australia e l'Europa, anche se caratterizzata da un numero non indifferente di balzi. Ho trovato solo questa cartina esplicativa con le varie tappe necessarie:
Qui invece potete vedere un video che la Qantas ha proiettato sui suoi aerei per i 60 anni festeggiati dalla Kangaroo Route nel 2007. Ovviamente quest'opzione era riservata a pochi fortunati, un viaggio così lungo costava ancora una fortuna e solo anni più tardi, grazie all'introduzione di aerei più economici come il Boeing 707 ed alle tariffe economiche, si è aperta la possibilità del volo transoceanico anche alle masse.Attualmente la rotta Sydney-Londra viene ancora chiamata Kangaroo Route, ma i balzi ormai sono ridotti ad un singolo scalo a metà strada, che presto potrebbe venire eliminato grazie agli ultimi e moderni aerei progettati da Boeing ed Airbus: 20 ore di volo continuo facendo quasi mezzo giro del mondo e cambiando emisfero! Ho però scoperto che la vera Kangaroo Route attrae ancora grazie al suo fascino: per esempio questo sito consiglia di fare il viaggio dall'Europa all'Australia sfruttando le compagnie aeree low-cost locali. Non è certo il modo più economico per raggiungere gli antipodi, ma ammetto che trovo l'idea stuzzicante, essendo però appassionato di volo: scommetto che molti tra voi hanno la nausea solo a pensare a quanti decolli ed atterraggi dovrebbero fare!
09 febbraio 2009
In un paese bruciato dal sole - reprise
Il titolo dell'ultimo post è stato tragicamente profetico, in questi giorni l'Australia sud-orientale sta letteralmente bruciando e il bilancio lo sentite aggravarsi di giorno in giorno sui Tg nazionali. Non voglio sostituirmi ai giornali, né fare una cronaca degli eventi, ma solo riportare qualche riga del libro di Bryson (che è del 2000, vedi sempre il post sotto) che ho letto in questi giorni e che, visti gli eventi attuali, ora suonano più tristi anche se consapevoli del rischio. E' una conversazione tra l'autore e un suo amico, Alan Howe, mentre quest'ultimo gli mostra la sua proprietà nella campagna fuori Melbourne, precisamente a King Valley:
"Gli incendi del bush sono una grossa preoccupazione?"
"Be', lo sono quando si scatenano. A volte sono colossali. [...] Vedere un incendio molto grande nel bush, che si sposta nel paesaggio a ottanta chilometri l'ora con le fiamme che si alzano fino a cinque metri nell'aria, è uno spettacolo terrificante, credimi."
"Con che frequenza succede?"
"Oh, suppungo ogni dieci anni, parlo di quelli grandi. Nel 1994 ce n'è stato uno che ha bruciato seicentomila ettari e minacciato quartieri di Sydney, mi trovavo lì all'epoca e da una direzione arrivava questa cappa di fumo nero che chiudeva completamente il cielo. L'incendio durò giorni. Il più grande di tutti fu nel 1939. La gente ne parla ancora. [...] Quell'incendio fece fuori buona parte di Victoria."
"Allora quanti rischi ci sono quaggiù?"
Fece spallucce con filosofia. "E' tutto nelle mani degli dei. Potrebbe essere la settimana prossima, potrebbe essere tra dieci anni, potrebbe non essere mai." Si volse verso di me con un sorriso strano. "In questo paese, amico, sei alla mercé della natura. E' un semplice fatto della vita. Ma ti voglio dire una cosa."
"Cioè?"
"Tutto questo l'apprezzi di sicuro quando sai che potrebbe andare in fumo da un momento all'altro."
Mi chiedo se questo posto esista ancora e quale sia stata la sorte di queste persone.

